martedì 19 novembre 2013

un manifesto per il futuro...

L’8 Novembre 2013 si è riunito il Comitato dei Genitori dell’Istituto Comprensivo Quinto-Nervi.

Sono intervenuti molti genitori e molte rappresentanti dei diversi plessi scolastici: alcuni visi conosciuti e molte facce nuove. Un buon segno: è evidente la voglia e il desiderio di fare qualcosa, di capire come agire e in quale direzione andare e, magari, anche di guardare in faccia chi da mesi ci (vi) tartassa di messaggi più o meno provocatori.

Certo, l'assemblea è anche diventata uno sfogatoio di malumori e malesseri, di mugugni e inutili, diciamocelo, rigiri di parole sterili, dovuti forse più alla situazione generale in cui versa la scuola e, ridiciamocelo, il Paese, che a singoli episodi scolastici o para-scolastici provocati da incomprensioni, insoddisfazioni, ansie da cambiamento...

Insomma, va detto che siamo ancora in una fase di rodaggio, una situazione alla D'Azeglio, del tipo: «Fatta l’Italia, facciamo gli Italiani!». Possiamo dire che la partenza è stata buona, che molto è stato fatto, e che adesso occorre sforzarsi di cogliere la visione d'insieme di questo nuovo riunito complesso scolastico.

Per ottenere tale risultato, va innanzitutto completata la comunicazione tra tutti i rappresentanti, e poi bisogna concepire in modo più razionale ed equilibrato gli interventi analoghi. Cogliere le esperienze valide dei singoli plessi, dedurne un'unica metodologia operativa per esportarne poi l’esempio e ridurre gli sprechi di energia.
La genitorialità attiva declamata sul blog è anche sentire che la collaborazione è di tutti, non del singolo, cogliere anche il buono di questo scambio di idee, della fatica che si fa per metterle in pratica, della soddisfazione che ne viene.

La scuola del fare è la scuola che parla senza bisogno di parole.

La cosa cui dare la precedenza è l'analisi dei bisogni della nostra collettività.
Ne abbiamo già parlato e, in soldoni, si tratta di questo: ogni plesso scolastico, attraverso i propri rappresentanti, dovrebbe estrapolare le differenti problematiche/necessità/priorità, rilevandole ai diversi livelli, cioè di insegnanti, alunni, genitori, istituzioni... Da questa prima disamina, che dovrà per forza seguire una modalità predefinita (anche se i dettagli organizzativi non trovano posto su queste pagine, almeno non per il momento) sarà allora possibile far partire un lavoro più concreto, individuando i referenti adatti, coordinando gli interventi e le proposte, coinvolgendo in una prossima assemblea del Comitato i rappresentanti del Comune e gli insegnanti, proponendo alla collettività il Comitato Genitori anche come un'intercapedine attiva, un collettore di buona volontà, spirito pratico e, perché no, professionalità.

Saluti di cuore
Teresa e Mariacristina

martedì 12 novembre 2013

"PER UNA SCUOLA LENTA E NON VIOLENTA"


1
 IL DIRITTO ALL'OZIO
a vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti

2
IL DIRITTO A SPORCARSI
a giocare con la sabbia, la terra, l'erba, le foglie, l'acqua, i sassi, i rametti

3
IL DIRITTO AGLI ODORI
a percepire il gusto degli odori, riconoscere i profumi offerti dalla natura

4
IL DIRITTO AL DIALOGO
ad ascoltare e poter prendere la parola, interloquire e dialogare

5
IL DIRITTO ALL'USO DELLE MANI
a piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare,
incollare, plasmare la creta, legare corde, accendere un fuoco

6
IL DIRITTO AD UN BUON INIZIO
a mangiare cibi sani fin dalla nascita, bere acqua pulita e respirare aria pura

7
IL DIRITTO ALLA STRADA
a giocare in piazza liberamente, a camminare per le strade

8
IL DIRITTO AL SELVAGGIO
a costruire un rifugio-gioco nei boschetti,
ad avere canneti in cui nascondersi, alberi su cui arrampicarsi

9
IL DIRITTO AL SILENZIO
ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell'acqua

10
IL DIRITTO ALLE SFUMATURE
a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto, ad ammirare, nella notte, la luna e le stelle


Scritto da GIANFRANCO ZAVALLONI
Maestro elementare per 16 anni, poi dirigente scolastico a Sogliano al Rubicone in Romagna, burattinaio per passione, teorico della “pedagogia della lumaca” come della “contadinanza” attiva, e tante altre cose ancora, che puoi ascoltare QUI, in una MERAVIGLIOSA INTERVISTA!

Purtroppo, questo grande militante umano dalla parte dell'infanzia è scomparso l'anno scorso, ricordiamolo ascoltandolo!

mercoledì 6 novembre 2013

Lo strumento!



VENERDÌ 8 NOVEMBRE 2013 alle ore 17.00
presso la scuola E. Fermi di Piazza Duca degli Abruzzi - Nervi
ASSEMBLEA COMITATO GENITORI
DELL'ISTITUTO COMPRENSIVO QUINTO NERVI
ordine del giorno:
• ACQUISIZIONE E PRESENTAZIONE NUOVI MEMBRI
• AGGIORNAMENTO ATTIVITÀ GRUPPI DI LAVORO
• NUOVE PROPOSTE ALL'INTERESSE DEL COMITATO
• VARIE ED EVENTUALI
 
SIETE TUTTI INVITATI!

(e quando si dice TUTTI, s'intende TUTTI! Quell'aula dovra straripare di partecipazione, se no, che senso ha dotarsi di uno strumento così prezioso!?! 
De Pres)

martedì 5 novembre 2013

Una bella giornata!

Oramai non ci ferma più nessuno.
Riporto sotto le parole di Eva, bi-mamma della scuola d'infanzia di via Somma, che oggi, assieme a un manipolo di inarrestabili, ha dato il meglio di sé per riportare a un livello accettabile di frequentazione l'area giochi e l'orticello delle scuole di Capolungo.
Se riesco, ci azzecco pure qualche foto, a questo post che mi scaturisce dritto dal cuore.
Continuiamo così, bella gente!






«Volevo ringraziare ognuno di voi, sia chi era presente oggi e ha prestato braccia gambe e mani, sia chi lo farà nei prossimi giorni, sia chi interverrà in futuro e ha dato la sua disponibilità ad aiutare la scuola con quel poco in nostro possesso: la buona volontà.
Oggi con circa due ore di sforzi abbiamo pulito oltre mezzo giardino, grazie all'aiuto di un bel gruppo formato da un nonno, tre papà e quattro mamme, e domani continueremo con chi potrà, così come nei giorni a venire. E' stato molto bello e sono molto felice di essere stata con voi. Vi giro le poche foto che ho scattato confidando in quelle fatte da Mélanie, la nostra fotoreporter ufficiale!
Inutile nascondere che il giardino versava in una situazione davvero triste: zanzare, foglie e piante secche, rovi, erba alta, giochi vecchi e abbandonati. E' solo l'inizio, spero, per rimettere a posto uno spazio tanto caro ai nostri bimbi. A presto. Eva»


giovedì 31 ottobre 2013

Il post ad hoc

I nudi fatti, dunque.
 
Il succo dell'incontro è presto detto: cosa possiamo veramente fare assieme, cittadini/genitori, Comune e Scuola, senza troppe chiacchiere e soprattutto restando coi piedi per terra
Abbiamo analizzato così puntualmente, plesso per plesso, i possibili, anzi fattibili interventi per migliorare gli ambienti in cui gli studenti del nostro Istituto crescono. Alcuni di questi interventi rimangono necessariamente di competenza del Comune, ma in molti altri casi l'intervento da parte dei volontari è decisamente quello risolutivo.

E' il caso del plesso di Capolungo (Infanzia e Primaria), dove lo sfalcio d'erba e conseguente pulizia/manutenzione dell'orto e delle due fascette tenute a giardino e area giochi può essere effettuato dai genitori, previa intesa circa orari e date con insegnanti e dirigenza (l'elenco dei volontari è pronto e la dirigente informata: si decida dunque il giorno e si inizino i lavori). Di contro, della verifica dei bagni attinenti la palestra, che non vengono utilizzati quasi mai per il cattivo odore che vi regna, se ne è incaricato l'ufficio tecnico.

La succursale della scuola media di via Casotti: la priorità va alle persiane che, gradualmente, verranno sostituite integralmente. Il lavoro è cominciato l'anno scorso ma la scuola è grande e ci vorrà un po' di tempo (leggi "soldi"), per completare l'opera. Bisogna aver pazienza. E fiducia.

Quindi c'è la Fermi, per la quale il Comitato Genitori ha chiesto a suo tempo di ripristinare il cortiletto esterno e di trovare una soluzione ombreggiata per il terrazzo. Ecco la risposta: il cortiletto è agibile (va ripulito, ma, se i genitori ci mettono una pezza, i tempi si accelerano: stesse modalità dell'infanzia, dunque), mentre per il terrazzo verrà richiesto un preventivo ad una ditta specializzata in modo da trovare la soluzione più pratica sotto tutti i punti di vista, soprattutto economici. Naturalmente, in questo caso, il comune non potrà coprire le spese dell'intervento, ma è pensabile che, se lo scopo è condiviso e sentito da tutti come importante (più della carta delle fotocopiatrici, per intenderci...), si troverà la soluzione.
Sempre per la Fermi, che è una scuola centrale e molto frequentata, c'è la possibilità di usufruire, anche temporaneamente, dell'ex sala del consiglio di circoscrizione e della palestra della Società Operaia di Mutuo Soccorso che sta proprio a ridosso della scuola. Mica bubbole, insomma.
Per quanto riguarda il locale da destinarsi al famigerato fornetto per la ceramica, le previsioni sono meno felici dato che è inevitabile un intervento di rifacimento del soffitto a incannicciata... I tempi si allungano e non c'è alcuna possibilità di manovra per un lavoro a più mani.

Quinto - scuola da Verrazzano. Innanzitutto la portafinestra della classe 1a va sostituita perché non chiude. Il signor Assereto ha promesso un sopralluogo a breve, possibilmente "in combutta" con Lorenzo Calza, non solo per questa porta ma anche per i bagni (aaargh!) e per la porta della palestra, che è sì del tipo antipanico ma con una chiave che la blocca. Antipatica, insomma. Lorenzo ha riferito dell'ottimo intervento a favore dell'aula di lettura e della parziale liberazione dei locali seminterrati. Anche lì, la collaborazione dei genitori continuerà e darà i suoi frutti. Il lavoro ben fatto ha soddisfatto tutti e, come dice il proverbio, il ferro va battuto finchè è caldo.

E non è finita qui, perchè si è parlato di sicurezza, pedibus, di spazi aperti ai cittadini per coltivare l'amore per la musica o per farvelo nascere, di feste civiche per raccogliere fondi da destinare a interventi sulle scuole, a seminari per genitori... insomma, abbiamo fatto anche qualche "chiacchiera", ma la porta è aperta e l'importante è iniziare, o continuare, a rimboccarsi le maniche.
A questo punto mi sento anche di dire che è assolutamente da non perdere l'appuntamento dell'8 novembre, alle ore 17.00, presso la scuola Fermi.

La prova del 9!

Ciao a tutte/i.

Con Mariacristina Ruggieri del Comitato Genitori abbiamo avuto stamattina un proficuo incontro in Municipio 9, col Presidente della Circoscrizione, Nerio Farinelli, l’assessore competente Michele Raffaelli, la facilitatrice Mina Fondacaro e altri tecnici.

Mariacristina scriverà un post ad hoc sul blog, per relazionarvi nel dettaglio.

Scrivo questa solo per dirvi che abbiamo trovato ricettività, ascolto, che il Municipio sta lanciando una campagna di  “ANALISI DEI BISOGNI”, uno screening sulla situazione degli istituti, che mi piacerebbe allargare a riflessione sulla qualità della vita dei nostri bambini sul territorio, non solo dal punto di vista infrastrutturale, ma anche culturale.

Alla raccolta-dati vorrei che rispondessimo con verità, puntualità e precisione. Arrivando all’osso dei bisogni veri della nostra comunità, accantonando problematiche sterili o particolaristiche.

Sentendoci parte di un approccio complessivo, costruttivo, lo stesso che sta valorizzando il nostro rapporto con l’amministrazione scolastica, portando a risultati concreti per tenere in piedi questo gioiello maltrattato dai tempi che è la Scuola Pubblica.

Useremo in questa ottica gli strumenti di cui disponiamo: la prossima riunione del Comitato Genitori, l’8 novembre, e un successivo Consiglio d’Istituto, se possibile. E poi inventeremo momenti d'incontro con l’amministrazione, sopralluoghi, quel che potremo.

Stimolateci a riguardo.

Per quanto mi concerne, l’incontro in Municipio va nella direzione della promozione di cittadinanza attiva, alla quale tengo molto. Vi allego qui la foto della magnifica biblioteca che hanno approntato i genitori della da Verrazzano, insieme a una sala video/laboratorio teatro, attivandosi in tantissimi, e trasformando una lacuna, una problematica, in impegno e soluzione. Il giusto compendio agli sforzi della dirigenza scolastica e del Municipio per il miglioramento di alcune criticità nello stesso istituto. Solo un piccolo esempio.



In clima di spending review e avversione per la cosa pubblica, è bello cogliere professionalità, empatia, amministratori e funzionari pubblici che mentre gli sottoponi un problema si attivano all’istante per cercare di risolverlo, telefonando, prendendo appunti, pianificando con te un percorso a riguardo.

Scusate la lunghezza, ma ci tenevo a fissare il momento, è giusto che sappiate.

Fate girare, salutoni!

De Pres

Lorenzo Calza

giovedì 24 ottobre 2013

Per capire guardatelo negli occhi


  •   Perché professor Bollea? Che cosa c'é negli occhi di un bambino?
    "Tutto. Il suo bisogno di compagnia perché si sente solo, di sicurezza perché ha paura di affrontare un mondo sconosciuto, di attività perché si annoia, di dialogo perché vuol sapere tante cose. Se facessimo metà dello sforzo che facciamo per capire e andare d'accordo con i colleghi, comprenderemmo molto più facilmente i nostri figli. E' una semplice questione di ascolto".
     
  • Ascolto è una parola che affascina, ma come si fa con un bambino?
    "E' come andargli incontro, è adattarsi al suo modo di essere. E' questo il fascino dell'educazione. Un bambino non ha la ricchezza di linguaggio che abbiamo noi, si esprime con i capricci, la testardaggine, la noia, la tristezza, l'instabilità di umore. Sono situazioni in cui non serve ricorrere alle regole, basta sviluppare una creatività pedagogica. Perché lo fa? Che significato ha per lui? Lasciate da parte le preoccupazioni e osservatelo con animo puro, cercate di capirlo, sentitelo "dentro" di voi. Non è meraviglioso? Con questo filo diretto potete intervenire in tempo. E non abbiate paura di sbagliare: i figli perdonano sempre quando si sentono ascoltati".
     
  • Qual è la cosa migliore che possiamo fare per un figlio?
    "Pensare a lui sempre in senso positivo. Si trasmette tutto, per tutta la vita, anche senza parlare".
     
  • E l'errore più grosso?
    "La punizione. Bisogna essere consapevoli delle proprie aggressività di adulti, di quanto in fretta si perde la pazienza, di come facilmente scappa uno sculaccione. Il bambino non è mai cosciente di quello che fa. Una punizione, per essere tale, deve essere compresa. Ci sono mille modi per spiegare che ha sbagliato e perdonare nello stesso tempo".
     
  • Se le regole non sono sempre indispensabili, che cos'è l'educazione?
    "Un grande pedagogista, Anton Makarenko, dice che lo scopo dell'educazione è raggiungere la "gioia del vivere insieme". Molto più che puntare allo sviluppo armonico della personalità. Ma anche molto semplice. Basta dare al bambino la parte di noi che lui desidera: vivere insieme le sue difficoltà, dargli la sicurezza che ce la farà. Trasmettendo questo semplice pensiero: "Noi staremo insieme fin quando tu, da solo, sarai in grado di affrontare la vita". Anche questo è ascolto".
     
  • Può fare un esempio?
    "La scuola. Se ne devono occupare entrambi i genitori: parlare (a turno) con gli insegnanti, assisterlo nei compiti, interessarsi alla vita scolastica e non solo ai voti. Come era vestita oggi la maestra? Il bambino deve sentire che l'ambiente familiare è rimasto il più importante. Questo lo protegge dallo stress. Poi insegnare che il tempo per studiare e quello per divertirsi hanno uguale valore e, dopo i 10 anni, autorizzare "il tempo per perdere tempo". Gesti come ciondolare per la stanza, aprire un giornalino spesso innervosiscono e invece rappresentano una pausa rigeneratrice".
     
  • È cambiato il mestiere di genitore?
    "È cambiato il mondo e i genitori devono ascoltare di più. Invece, chissà perché, sono molto presenti nei primi anni, sanno come il bambino succhiava il latte nel 12esimo giorno di vita, si entusiasmano alle prime manifestazioni di intelligenza, poi progressivamente si distraggono come se il figlio avesse già una vita sua. Quando ha 10 anni pensano di aver finito. La casa diventa solo il luogo dove si firmano le pagelle e l'adolescente viene lasciato andare indifeso in un mare magnum di cose negative. Abbiamo di fronte la nuova generazione di Internet e non sappiamo niente. Dove vanno quando navigano? Che cosa succede il sabato pomeriggio nelle discoteche per 12enni con ingresso vietato agli adulti? Sì, la responsabilità non è più solo della famiglia. E io protesto perché la società non difende l'adolescenza che è il periodo più importante e più delicato della vita. Perché a questi ragazzi non si insegna niente e dopo il diploma devono improvvisamente sapere tutto. Perché gli adolescenti di oggi sono più aperti, intelligenti, tutti da guidare. E nessuno li guida. Sì, ho 94 anni e continuo a protestare".
Giovanni Bollea
(1913-2011)

da "Donna Moderna", 2011

domenica 20 ottobre 2013

Luoghi fuori dal comune

Non è certo stato merito del post linkato QUI , però un clima è cambiato, grazie al paziente lavoro volontario di tanti.
Venerdì e sabato, alla scuola Da Verrazzano, moltissimi genitori si sono prodigati, insieme al volenteroso personale scolastico, e sotto l'egida dell'amministrazione e della dirigenza, come riporta Maria Cristina qui sotto.  C'è chi ha organizzato, chi ha lavorato sui permessi, chi ha portato trapano e attrezzi, chi ci ha messo braccia e sudore, chi ingegno, chi precisione, chi memoria storica delle stanze della scuola, chi parte del suo tempo, chi tutto il suo tempo, chi non poteva e si è dispiaciuto. Non sto a fare nomi, ad appiccicare medaglie, sarebbe la cosa più fuori luogo del mondo. Quel luogo, la nostra scuola, è il mondo dei nostri bambini, aiutarci tutti a renderlo decente è l'esatto contrario del mugugno contro le istituzioni fine a se stesso. Leggo tanti segnali, dai parchi cittadini, dai quartieri vicini, dai vicoli del centro. Gente che nel profondo della crisi si unisce, si mette la maglietta di un comitato, si diverte e si dà da fare. Sentirsi mattoni dell'edificio.

Per la genovesità è una rivoluzione pura!

Prima della Da Verrazzano, a inizio anno, si erano prodigati i genitori della Giannelli, armati di pennelli e vernice. Ora bisognerà esportare questo modello, che nel prendermi la grana di De Pres definivo di GENITORIALITA' ATTIVA. Mi suggeriscono che c'è da approntare la biblioteca alla Durazzo e in un'altra scuola, la Fermi, mi pare. Ci saranno tantissime piccole magagne, in ogni istituto, risolvibili con un po' d'impegno di tutti noi.
È semplicissimo. Basta stendere l'elenco dei genitori disponibili, coordinarsi con la dirigenza scolastica e il Comitato Genitori, inviare lista e richiesta al Municipio spiegando gli intenti. Loro dicono sì, anzi sono entusiasti.

Se si fa girare la cosa, sono strasicuro che arriveranno genitori anche da altre scuole. Perché lentamente, poco alla volta, si sta capendo il senso di far parte di un Istituto Comprensivo.

Fateci sapere. Mobilitiamoci. È fighissimo, giuro!

De Pres,
Lorenzo Calza

Se non è scuola questa...

Ieri mattina ho incontrato un'insegnante, una mamma e un bidello nel cortile della scuola Da Verrazzano di Quinto.
Era sabato, ma la scuola era aperta perché avevano appena completato l'allestimento della nuova biblioteca scolastica: gli altri volontari, mamme e papà di alunni di quella scuola, stavano rientrando a casa per il pranzo e quei 3 si attardavano lì fuori per godersi la soddisfazione di aver fatto davvero un bel lavoro. Addirittura, essendo il compleanno del bidello, l'avevano festeggiato con una torta e tanto di candeline.

La maestra era entusiasta: la biblioteca è perfetta e non vede l'ora di essere messa in disordine dai ragazzi.
La mamma era sollevata: la collaborazione dei genitori ha dato bei frutti e la fatica di tutti è stata decisamente ripagata.
Il bidello non era dispiaciuto di aver dovuto fare dello straordinario.

Insomma, ho pensato che più scuola (pubblica) di così proprio non si può...


giovedì 17 ottobre 2013

Una maglietta ci unirà!

Una maglietta per tutti... una novità per scuole d'infanzia e primarie, una rinnovata consuetudine per le medie! Sicuramente un semplice modo per far crescere nei ragazzi il senso di appartenenza all'Istituto.

mercoledì 16 ottobre 2013

Non opprimere i figli con l'idea della scuola

Al rendimento scolastico dei nostri figli, siamo soliti dare un'importanza che è del tutto infondata. E anche questo non è se non rispetto per la piccola virtù del successo. Dovrebbe bastarci che non restassero troppo indietro agli altri, che non si facessero bocciare agli esami; ma noi non ci accontentiamo di questo; vogliamo, da loro, il successo, vogliamo che diano delle soddisfazioni al nostro orgoglio.
Se vanno male a scuola, o semplicemente non così bene come noi pretendiamo, subito innalziamo fra loro e noi la bandiera del malcontento costante; prendiamo con loro il tono di voce imbronciato e piagnucoloso di chi lamenta un'offesa. Allora i nostri figli, tediati, s'allontanano da noi. Oppure li assecondiamo nelle loro proteste contro i maestri che non li hanno capiti, ci atteggiamo, insieme con loro, a vittime d'una ingiustizia. E ogni giorno gli correggiamo i compiti, anzi ci sediamo accanto a loro quando fanno i compiti, studiamo con loro le lezioni.
In verità la scuola dovrebbe essere fin dal principio, per un ragazzo, la prima battaglia da affrontare da solo, senza di noi; fin dal principio dovrebbe esser chiaro che quello è un suo campo di battaglia, dove noi non possiamo dargli che un soccorso del tutto occasionale e illusorio. E se là subisce ingiustizie o viene incompreso, è necessario lasciargli intendere che non c'è nulla di strano, perché nella vita dobbiamo aspettarci d'esser continuamente incompresi e misconosciuti, e di essere vittime d'ingiustizia: e la sola cosa che importa è non commettere ingiustizia noi stessi.
I successi o insuccessi dei nostri figli, noi li dividiamo con loro perché gli vogliamo bene, ma allo stesso modo e in egual misura come essi dividono, a mano a mano che diventano grandi, i nostri successi o insuccessi, le nostre contentezze o preoccupazioni. È falso che essi abbiano il dovere, di fronte a noi, d'esser bravi a scuola e di dare allo studio il meglio del loro ingegno. Il loro dovere di fronte a noi è puramente quello, visto che li abbiamo avviati agli studi, di andare avanti.
Se il meglio del loro ingegno vogliono spenderlo non nella scuola, ma in altra cosa che li appassioni, raccolta di coleotteri o studio della lingua turca, sono fatti loro e non abbiamo nessun diritto di rimproverarli, di mostrarci offesi nell'orgoglio, frustrati d'una soddisfazione.
Se il meglio del loro ingegno non hanno l'aria di volerlo spendere per ora in nulla, e passano le giornate al tavolino masticando una penna, neppure in tal caso abbiamo il diritto di sgridarli molto: chissà, forse quello che a noi sembra ozio è in realtà fantasticheria e riflessione, che, domani, daranno frutti.
Se il meglio delle loro energie e del loro ingegno sembra che lo sprechino, buttati in fondo a un divano a leggere romanzi stupidi, o scatenati in un prato a giocare a football, ancora una volta non possiamo sapere se veramente si tratti di spreco dell'energia e dell'impegno, o se anche questo, domani, in qualche forma che ora ignoriamo, darà frutti. Perché infinite sono le possibilità dello spirito.
Ma non dobbiamo lasciarci prendere, noi, i genitori, dal panico dell'insuccesso. I nostri rimproveri debbono essere come raffiche di vento o di temporale: violenti, ma subito dimenticati; nulla che possa oscurare la natura dei nostri rapporti coi nostri figli, intorbidarne la limpidità e la pace. I nostri figli, noi siamo là per consolarli, se un insuccesso li ha addolorati; siamo là per fargli coraggio, se un insuccesso li ha mortificati. Siamo anche là per fargli abbassare la cresta, se un successo li ha insuperbiti. Siamo per ridurre la scuola nei suoi umili ed angusti confini; nulla che possa ipotecare il futuro; una semplice offerta di strumenti, fra i quali forse è possibile sceglierne uno di cui giovarsi domani.
Quello che deve starci a cuore, nell'educazione, è che nei nostri figli non venga mai meno l'amore per la vita, né oppresso dalla paura di vivere, ma semplicemente in stato d'attesa, intento a preparare se stesso alla propria vocazione. E che cos'è la vocazione di un essere umano, se non la più alta espressione del suo amore per la vita?

(Natalia Ginzurg, Le piccole virtù, pubblicato originariamente su "Nuovi Argomenti" nel 1960)

lunedì 23 settembre 2013

Il separé

Ciao a tutte e tutti. 

 A seguito di rimostranze che mi sono giunte dopo le prime
assemblee del nuovo anno, mi sono preso appunti e sono andato da Nadia Gorni, responsabile A.T.A. che "dirige il traffico" del nostro comprensorio amministrativamente.

Oggetto del contendere: l’inizio anno alla Da Verrazzano, circa l'edilizia scolastica, non solo la didattica.

Io avevo notizie di un certo tipo, circa l'impegno profuso per la scuola, che mi sono state confermate. Dopo i lavori di giugno, che hanno avuto alcuni intoppi e creato alcuni problemi, il personale scolastico si è fatto carico di ripristinare condizioni di normalità e qualcosa di più.

Parlando fuori dai denti, mentre molti di noi erano in spiaggia, loro si sono fatti un mazzo immenso per rendere operativo l'istituto, con il contributo VOLONTARIO dei bidelli anche esterni. La palestra è agibile, l'aula della prima è stata resa il più dignitosa possibile, hanno lavato le tende, ridipinto i muri delle aule delle medie, chiuso buchi, aggiunto infissi, mezzo vuotato i fondi. La dirigente De Filippis ha perfino portato da casa una sua tenda come separé per gli spogliatoi.

Questo, per i nostri figli, immagino. Non certo per lustrarsi medaglie.

Come risultato, alle prime assemblee si levano solo peana di protesta, mugugni e VOCI INFONDATE, tipo il fatto che la palestra sarebbe inagibile.

La dottoressa Gorni - sempre disponibile a fornire informazioni utili ed esaustive - è giustamente amareggiata. Secondo me, gli insegnanti e noi genitori dobbiamo completamente RIVEDERE il nostro modo di partecipare all'avventura di questo bistrattato gioiellino che è la scuola pubblica.

Sono sgomento anch'io, non per partito preso, ma perché così siamo livorosi e inutili. E invece, con un po' di buona volontà so che potremmo non esserlo. Ad esempio, ora ci sono tutti i fondi da svuotare, razionalizzare e rendere più salubri. Siamo tanti, e pieni di buona volontà, sembra. Vi dò una notizia: si può fare. Basta metterci a disposizione, riunirci in gruppi, fornire un'autocertificazione al Comune che, entro certi limiti, ci può pure fornire il materiale di cui abbiamo bisogno. Alla Gianelli hanno ridipinto le aule così.



Su questo fronte, Mariacristina Ruggieri e il Comitato dei Genitori sono a disposizione.

Fate pure girare la voce!

Scusate lo sfogo, e il fatto di essermi soffermato solo sul "mio" istituto che frequento ogni mattina, ma credo che il discorso valga in generale.


Buon inizio COSTRUTTIVO dell'anno scolastico!

De Pres,
Lorenzo Calza