martedì 20 maggio 2014

magari!

Ho appena letto un articolo che è uscito l'altro ieri sul Corriere. E' di Paola Mastrocola, scrittrice ma soprattutto insegnante in un liceo scientifico statale. Statale, non privato... Vabbé.
L'articolo parla di scuola, di libri e di lettura e fa una proposta bellissima e semplicissima, quasi banale tanto è semplice e, allo stesso tempo, irrealizzabile: "date a noi [docenti] il pomeriggio dei nostri allievi".
Insomma, va letto e poi  magari ne parliamo.

Io ho frequentato la terza media in una piccolissima e sperdutissima scuola di montagna, in Valtellina: eravamo 18 alunni di varie età (dai 13 anni in su...), la maggior parte di loro già lavoratori a tempo praticamente pieno nei campi e nelle stalle.
Roba degli anni Ottanta nei piccoli paesi di montagna del nord Italia.
C'era un ragazzo simpatico, più grande di me, che faceva da interprete per alcuni nostri compagni che non parlavano e non comprendevano l'italiano: traduceva dalla mattina alla sera dal dialetto all'italiano e dall'italiano al dialetto. La mattina, prima di venire a scuola, doveva mungere le mucche e, alle volte, ci portava il latte. Questa scuola non posso dimenticarla: un grande preside e, soprattutto, una professoressa d'italiano fresca di laurea, giovanissima, siciliana (casualmente...), piena di entusiasmo e passione che era riuscita ad ottenere, per noi, quello che la Mastrocola chiede per gli studenti di oggi: scuola aperta tutto il giorno, con lezioni teoriche concentrate nelle prime ore del mattino, pranzo al sacco e laboratori, teatro, canti, musiche, gite, passeggiate, letture e film tutti i pomeriggi sino alle 18. Gratis. Gratis per le famiglie, intendo. Non so come ci fossero riusciti. Roba degli anni Ottanta nei piccoli paesi di montagna, forse, ma quello è stato un anno meraviglioso, in cui è caduta anche un sacco di neve e in cui quei 18 ragazzi di varia età residenti a Traùna, come si dice lì, hanno avuto un'occasione per sfuggire ai buchi neri, come dice la Mastrocola, che, a quell'età, sono pronti a risucchiarli appena mettono il piede fuori dall'aula.

Nessun commento:

Posta un commento