sabato 25 settembre 2021

"Il Giardino delle Emozioni"

 

I rappresentanti di classe della scuola elementare G. Da Verrazzano hanno portato a termine un bellissimo progetto per rendere ancor più meraviglioso quel giardino affacciato sul mare dove da anni, tutti i giorni, le bambine e i bambini giocano, ridono, fanno merenda e si divertono.

Laura, Francesco, Patrizia, Ilaria, Barbara e Amanda, una grande squadra, 

grazie di cuore!!!

 

Copio qui quanto ha scritto Francesco Robbiano, dalle sue parole si comprendono l’impegno e la passione messi nell’impresa…

 “Poco meno di un anno fa noi rappresentanti delle classi della Primaria “Da Verrazzano” ci siamo guardati negli occhi (virtualmente, in epoca di forzate dematerializzazioni) e ci siamo detti che, senza un progetto, l’idea di migliorare il giardino della scuola sarebbe rimasta troppo a lungo soltanto un’idea. E allora abbiamo iniziato a pensare, a discutere, a confrontarci per cercare e poi trovare un progetto da realizzare insieme.

Abbiamo parlato di arte, divertimento, consapevolezza, comportamento, psicomotricità, poesia, cultura, respirazione, paesaggio, natura, e di tanto altro.

Al crocevia di queste nostre passioni e competenze, talvolta complementari e talvolta apparentemente incompatibili, abbiamo trovato una parola chiave: emozioni.

Ci è piaciuto pensare di suscitare emozioni grazie al gioco, alla bellezza, ma anche di provare a fornire degli spunti per saperle riconoscere, gestire, condividere. E così abbiamo chiamato il progetto “Il Giardino delle Emozioni”.

Per la realizzazione abbiamo potuto contare sull’entusiasmo di dirigente, insegnanti, genitori e Municipio, nonché in maniera molto più pratica sui fondi raccolti negli anni scorsi da tutti i genitori dei bambini della nostra scuola, che ringraziamo ancora di cuore (Comitato Genitori I.C. Quinto Nervi - Genova).

Tra preventivi che si negoziavano, idee che si rimodellavano, permessi che arrivavano si è arrivati alla prima settimana dì settembre per la tanto attesa realizzazione. Per una settimana, tutte le mattine e molti pomeriggi abbiamo prima assistito gli operai specializzati del Comune di Genova - Genoa Municipality nella messa in posa dei giochi, e quindi abbiamo visto nascere e crescere sotto i nostri occhi e sotto le nostre mani il Giardino delle Emozioni, tra gessi, primer, pennelli, pannelli, ceppi, livelle, parole, colori, zanzare, sorrisi, ombre disegnate e sole reale. Siamo stati benedetti da condizioni meteo perfette e dall’aggiunta al team da metà settimana dalla fuoriclasse della decorazione Francesca Saitta, oltre al costante e preziosissimo aiuto di Gian Pasino e Sara de Rose.

Qualche tempo fa ho detto a un mio amico che è appagante circondarsi e parlare con persone belle e affini, e lui mi ha risposto che è ancora più denso dì significato “fare cose” insieme: passeggiate, lavori, viaggi, canzoni… Forse in questa settimana ho capito un po’ di più che cosa intendesse.

Siamo stati i primi a emozionarci, perché abbiamo capito che in quei gesti (sia nella fase progettuale che in quella realizzativa) c’era un amore e una dedizione che in troppe altre circostanze siamo indotti a esprimere con il contagocce.

E questa nostra emozione, prima ancora che il giardino stesso, è il regalo più bello che si poteva fare ai nostri bambini e alla nostra scuola.

Francesco R.”

 

Un doveroso ringraziamento al Municipio IX Levante, al presidente F. Carleo, all’assessore P. Arrighetti, al geometra L. Gandolfi e, naturalmente, alla nostra Dirigente, Marianna Roberto, che insieme hanno permesso che ciò avvenisse e hanno dato un contributo concreto alla sua realizzazione.

Un altro bell’esempio di quello che i genitori, ognuno con le proprie competenze e tanta buona volontà, possono fare...W LA SCUOLA!

 Sylvia Cama


     

         

            
    

 

martedì 14 settembre 2021

Maestri speciali












Alberto Manzi non è solo il maestro che ha insegnato a leggere e scrivere agli italiani, quando in un’Italia piena di belle speranze ma ancora poco alfabetizzata, condusse il programma “Non è mai troppo tardi”. Andato in onda dal 1960 al 1968, è sicuramente un capolavoro di pedagogia, premiato e imitato in altri settantadue paesi, espressione massima della Rai come servizio pubblico.

Alberto Manzi è molto di più.
È un maestro che ha la vocazione dell’insegnamento e non ha paura di iniziare dalle aule più difficili: dopo la guerra, nel 1946, accetta l’incarico, che altri prima di lui avevano rifiutato, di insegnare nel carcere minorile “Aristide Gabelli” di Roma. Non è semplice: in un enorme stanzone senza banchi, senza sedie, senza nemmeno libri, sono riuniti bambini e ragazzi tra i 9 e i 17 anni con storie terribili alle spalle. Ma Alberto Manzi non si perde d’animo e alla fine riesce a guadagnare la loro fiducia inventando e sperimentando metodi didattici innovativi. Racconta storie e le fa raccontare e recitare ai ragazzi. Insieme pubblicano “La tradotta”, il giornale del carcere, un modo per tirar fuori le emozioni di questi ragazzi che troppo presto hanno conosciuto la durezza della vita.
È un maestro che dal 1955 fino al 1977 trascorre le sue estati in Sud America. All’inizio nella foresta amazzonica con un incarico dell’università di Ginevra per studiare le formiche (Alberto Manzi era anche laureato in biologia oltre che in pedagogia e filosofia). Poi si sposta in Perù e in Bolivia, dove capisce che per gli indios è fondamentale l’istruzione per reagire alle ingiustizie e ai soprusi. Ma non si limiterà ad insegnare a leggere e scrivere. Li aiuta a costituirsi in piccole cooperative agricole, a organizzarsi per non essere sfruttati. Quindi si attira le antipatie delle autorità che lo dichiarano persona non gradita. Ma lui continuerà ad andarci lo stesso.
È un maestro che capisce le potenzialità dei mezzi di comunicazione e oltre al celebre “Non è mai troppo tardi” e altri programmi nel corso degli anni, usa anche la radio per raccontare storie, insegnare a grandi e piccoli, o meglio come disse lui: “Non insegnavo a leggere e scrivere: invogliavo la gente a leggere e a scrivere”.
È un maestro scrittore e poeta, e per le sue opere avrà molti premi e riconoscimenti.
È un maestro che insegna all’università, ma poi la lascia per dedicarsi alla scuola elementare “Fratelli Bandiera” di Roma, dove resterà fino alla pensione.
È un maestro che scrive alle istituzioni, per protestare contro una scuola considerata inadeguata, fredda, sorda alle esigenze dei bambini. Tanto insofferente alle categorie asettiche della scuola, che nel 1981 Manzi si rifiuta di compilare le schede di valutazione: “Non posso bollare un ragazzo con un giudizio, perché il ragazzo cambia, è in movimento; se il prossimo anno uno legge il giudizio che ho dato quest'anno, l'abbiamo bollato per i prossimi anni”. Davanti alle pressioni del Ministero della Pubblica Istruzione, l’anno successivo apporrà un timbro su ogni scheda: “fa quel che può, quel che non può non fa”.
È un maestro ormai anziano e in pensione, ma che sa sempre che l’istruzione è l’unico antidoto alla violenza e all’ingiustizia, e quindi nel 1992 realizza un programma per la RAI: “Impariamo insieme” per insegnare l’italiano agli extracomunitari.
È un maestro che non smette mai di credere nel potere dell’istruzione e nella forza dei bambini, ai quali diceva “Siete capaci di camminare da soli a testa alta, perché nessuno di voi è incapace di farlo”.
Non è mai troppo tardi per ricordare Alberto Manzi, maestro speciale.
Ed è di buon augurio ricordarlo oggi, ancora, all’inizio di un nuovo anno scolastico…

Buona scuola a tutti!

da:

giovedì 4 marzo 2021

"A tutti i costi - Incomincio da... 3"!

 


 Pronta la 2* edizione di "A tutti i costi - Incomincio da... 3 "!  

Importantissimo progetto unico nel suo genere,  realizzato dalla cooperativa Minerva e dal Sert Distretto 13 della Asl3, gratuito, rivolto ai genitori di bambini e bambine della scuola dell'infanzia e dei cinque anni delle primarie con l'obiettivo di attivare una "Prevenzione Primaria" sul gioco d'azzardo.

Forse molti penseranno che sia un'esagerazione, che non sia il caso, che non ci riguarda... ma in realtà è proprio in questa fascia d'età che si insinuano comportamenti,  abitudini che potrebbero evolvere in una predisposizione a future "dipendenze".

Il lockdown totale dello scorso anno ci ha visti testimoni di situazioni che non avremmo mai immaginato... bambini incollati ai dispositivi digitali, non in grado di auto-regolarsi, genitori in difficoltà per non sapere come comportarsi.

Se parlare o sentir parlare di dipendenze vi smuove qualcosa dentro, se l'argomento vi interessa o anche solo vi suscita curiosità... partecipate al seminario introduttivo che si terrà mercoledì 24 marzo, ovviamente in modalità remota.

Dopo il seminario, chi lo vorrà, potrà intraprendere un PerCorso formativo fatto di incontri a piccoli gruppi realizzati attraverso stanze digitali.

L' equipe di professioniste che si occupa di questo progetto è assolutamente ben rodata e conosciuta, sono 11 anni ormai che  collabora con il nostro Istituto Comprensivo proponendo sempre interessanti corsi sulle abilità genitoriali.
In questa seconda edizione, il progetto è stato esteso anche alle famiglie del ponente genovese tramite il Sert Distretto 8.

Importante: per partecipare al seminario del 24 marzo bisogna iscriversi tramite il modulo:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSc-8DJjFT4p11Ap_crg9wYNAgc2G-G7fAjrpi3zZzIXFqkiZQ/viewform

Se in tale data non poteste partecipare, è previsto un secondo seminario ad aprile. 

Depliant e foglio informativo cliccando qui: 

http://www.coopminerva.org/wp-content/uploads/2021/02/A-Tutti-i-Costi-Depliant-informativo_compressed.pdf

http://www.coopminerva.org/wp-content/uploads/2021/02/A-Tutti-i-Costi-Foglio-informativo-di-accompagnamento_compressed.pdf

lunedì 1 marzo 2021

VIA I BAMBINI DAL CANTIERE!

Buongiorno,

questa è una lettera aperta rivolta a tutte le persone che hanno a cuore la salute dei bambini e che condividono le preoccupazioni di quei genitori che in questi ultimi mesi vivono una situazione di grande incertezza e forte disagio.

Com'è ormai noto, gli edifici dell’ex Aura di via del Commercio di Genova Nervi saranno presto demoliti secondo un piano di ripristino e ricostruzione dell'intera area.

La scuola dell'infanzia di via del Commercio, appartenente all'Istituto Comprensivo Quinto Nervi, è adiacente ad uno degli edifici coinvolti. Il giardino dove sono soliti giocare i bimbi durante il giorno (che in tempo di covid le insegnanti cercano di sfruttare il più possibile) risulta confinante tanto da sembrare facente parte del cantiere lavori.

Ciò ha portato le famiglie ad informarsi, a confrontarsi con esperti, senza la volontà di fermare i lavori o essere d'intralcio in qualche modo, domandando semplicemente, prima alla Dirigente Scolastica poi alle Istituzioni, se lo spostamento temporaneo dell'asilo in via precauzionale potesse essere un giusto compromesso per dare tranquillità a tutti: tutelare la salute dei propri figli è il primo e più importante scopo di qualunque genitore, non ci sono dubbi.

Le polveri sottili che inevitabilmente si verranno a formare durante l’abbattimento delle grosse strutture, il forte rumore che le ruspe e i macchinari provocheranno e lo smaltimento delle fibre d’amianto presenti negli edifici, benché sotto la stretta e attenta vigilanza di Asl e degli organi competenti, impatteranno direttamente proprio sul giardino e nelle aule dell'asilo che hanno le finestre sempre obbligatoriamente aperte (per le Normative anti-covid).

L'Istituto Comprensivo ha accolto subito e favorevolmente la richiesta della maggioranza delle famiglie, ha cercato soluzioni alternative e, di concerto col Municipio IX del Levante, ha individuato l'edificio della scuola E. Fermi di piazza Duca degli Abruzzi come struttura idonea al trasferimento poiché possiede spazi al momento inutilizzati. Sono stati fatti dei sopralluoghi in tal senso con gli organi preposti e appurato che non sussistono ragioni per non concedere tale utilizzo.

Non entreremo nei dettagli tecnici. Quello che chiediamo è la disponibilità del Comune di Genova e di chi detiene il potere decisionale, a capire la preoccupazione di quelle famiglie che lasciano i loro piccoli 8 ore al giorno in un simile contesto. La soluzione precauzionale è talmente semplice che crediamo possa essere ben compresa da tutti.

Mentre i lavori del cantiere proseguono, dobbiamo tutelare il benessere dei bambini ed evitare che alcune famiglie decidano di ritirarli dal servizio pubblico, come paventato. Sarebbe una sconfitta per tutta la comunità.

Ci aspettiamo delle risposte in tempi molto brevi perché non si creino controversie e strascichi. La risoluzione del problema è fattibile e a portata di mano, confidiamo nel buonsenso di chi è preposto ad approvarla.

Grazie.   

Consiglio Direttivo del Comitato Genitori Quinto Nervi e

Rappresentanti dei genitori del Consiglio d’Istituto

                              dell'Istituto Comprensivo Quinto Nervi