domenica 3 giugno 2018

Arte in (gran) movimento.


Dal 4 al 6 giugno si svolgerà la 3a edizione di

ARTE IN MOVIMENTO

l'ormai tradizionale esposizione d'arte della scuola media Durazzo aperta alla cittadinanza.
Presso l'aula magna di via Casotti, grazie alla collaborazione di un gruppo di genitori decisamente... attivi, sarà possibile ammirare i lavori realizzati dalle ragazze e dai ragazzi dell'Istituto Comprensivo Quinto Nervi nel corso dell'anno scolastico. L'inaugurazione si terrà domani alle ore 10.00, ma sarà possibile approfittare di questa occasione anche martedì e mercoledì dalle 8.30 alle 13.00.


E adesso che ho scritto le cose essenziali e che tutti sapete esattamente dove andare e quando, vi racconto quello che sta dietro un'iniziativa del genere, il vero "movimento" cui, secondo me, allude il titolo della mostra☺.
Un'attività a tutti gli effetti scolastica, se per scuola si intende non solo l'insieme dei bambini ma anche degli adulti che si sono assunti, in accordo reciproco, il compito della loro formazione. 
Nel corso dell'ultimo mese, una dozzina e più di mamme si sono date il cambio per trasportare a Nervi tutto il materiale prodotto dagli studenti e, insieme alle docenti, hanno montato, incollato, martellato, costruito, smontato, inventato, ritagliato e assemblato i materiali più disparati per trasformare l'aula magna dell'edificio scolastico di via Casotti in uno spazio espositivo ben strutturato, organizzato e definito, dove tutti i disegni, le foto, le sculture, i collages pensati e creati durante le ore di lezione trovano la giusta dimensione per essere guardati e, soprattutto, capiti.  
E insomma bravi ragazzi e brave prof, ma io ho nel cuore un grazie enorme per Elisabetta, Romina, Antonella, Marilena, Gloria, Silvia, Carlotta, Maria Grazia, Barbara, Giovanna, Valentina, AdelaPilar, Michela, Mara...
Siamo tutti in debito con voi. 







Grazie ad Alessio, che ha fatto viaggiare la "foresta delle persone giuste" 



Cristina


giovedì 31 maggio 2018

GRIDA LANCINANTI!


Con "Timiotera - le cose più importanti" (http://www.timiotera.it/) abbiamo organizzato un incontro con lo psicologo Matteo Lancini. Si è discusso di adolescenza e genitori "autorevoli", nella crisi del nostro tempo, nel ginepraio delle nuove tecnologie. Una sala straripante di genitori. La missione di Timiotera è discutere a voce, la più alta delle risposte alle innumerevoli domande. Lancini preparatissimo, abile affabulatore, dotato di tempi comici perfetti. Sperando di fare cosa utile a qualcuno, sotto le foto aggiungo la trascrizione di miei appunti sparsi… Sui libri di Lancini si trova tutto, meglio organizzato.

W le comunità in cammino.

De Pres,
Lorenzo Calza







Internet non è solo uno strumento, non è solo un mezzo. E neppure solo un ambiente. Internet ha cambiato l’ambiente circostante e ne è stato a sua volta influenzato.

La famiglia è passata da normativa, incentrata sulla figura del padre-padrone, ad affettiva. Prima era in voga il “devi obbedire”, “prima il dovere e poi il piacere”, la punizione era basata sull’inoculare quote di dolore. 

Dal padre simbolico si è passati alla MADRE VIRTUALE. Al bambino, appena nato, si dice: “Benvenuto in questa equipe che è la famiglia”. La madre reale è più lontana - per il lavoro, gli impegni - ma vuole essere sempre presente. Anche se distanti, i figli non devono essere mai soli. Il telefonino VIRTUALIZZA LA MADRE, che organizza ogni anfratto di tempo e spazio della vita del figlio. Intorno, esecutori, tutti burattini al soldo della madre virtuale.
Mai soli, è lo slogan, all’insegna della socializzazione forzata del bimbo. Del bimbo bisogna promuovere l’intenzionalità espressiva, cercare di valorizzare ogni suo presunto talento.

La società del narcisismo si crea con la prima ecografia morfologica. I genitori, invasati, dicono al piccolo in pancia: “Girati, sono qui!"

È cambiata la percezione del mondo esterno. PARANOICIZZAZIONE DEL MONDO ESTERNO (mito affettivo), che è vissuto come pericolo.

Chiusi i cortili, VIETATO IL GIOCO DEL PALLONE, si è chiusa l’area di mentalizzazione del corpo: sbucciarsi le ginocchia, allenare la gestione del corpo. La battaglia, la mentalizzazione, ora è nei social.

Dal modello di identificazione unico, o incentrato su poche figure chiave, ora si è passati a MOLTEPLICI LIVELLI DI IDENTIFICAZIONE. Davanti alla complessità si cerca subito di "dare la colpa”, scaricandosela a vicenda. Colpa della scuola, colpa dei genitori. La colpa, in verità, è di Peppa Pig: una maialina antropomorfa che maltratta il padre e lo abbandona sovente.

La potenza del “baby marketing”.

Internet ha fatto cadere il confine tra privato e pubblico, in un processo di pornografizzazione della società. Basti pensare alla "pornografia del dolore”, gli applausi ai funerali.

Non sopravvalutare il ruolo degli haters. Se io sono sempre estroflesso, esposto, nelle mie manifestazioni, logico che incappo nelle controindicazioni del caso. È importante il SETTING di quel che si fa. Una conferenza de visu, non vale come la sua trasmissione su YouTube.

L’emergenza nazionale è che abbiamo dapprima ADULTIZZATO L’INFANZIA, per poi arrivare a un’INFANTILIZZAZIONE DELLA ADOLESCENZA. Abbiamo iper-stimolato l’infanzia, portando a un’anticipazione della pubertà psichica, per poi perderci nel momento clou. Arrivati alla scuola superiore, diciamo al ragazzo, “No, stavamo scherzando”. Ora ti chiudi in camera a studiare.

I ragazzi odierni non contestano. L’adolescente rimane deluso dal voltafaccia dell’adulto. Una volta si cresceva per opposizione, ci si emancipava così, ora si cresce per delusione. Lo spinello stesso, da “canna di fucile puntata contro il padre” si è trasformato in anestetico, antinoia.

Non più un conflitto tra IO e Super-IO, ma si cresce per delusione.

Nell’adolescente non agisce più tanto il "corpo erotico”, quanto il corpo narcisistico. Non ti senti mai sufficientemente popolare e bello. Il tema preponderante è più quello della vergogna che quello della colpa.

Il bullo attacca nell’altro quel che non accetta di sé.

EDUCARLI AL FALLIMENTO, la sfida odierna. Non basta pensare a riprendere il controllo, non è possibile. Il controagito adulto è mosso dall’angoscia del cambiamento del ragazzo: l’ANGOSCIA DI RUOLO.

In questo possiamo ritagliarci solo una funzione contenitiva, uno dei punti importanti è INTERESSARSI AL VIRTUALE. Basti pensare che i videogiochi sono esclusi dai DSM, (analisi sulle statistiche psicologiche?) mentre nel 2030 l’unico lavoro certo sarà produrre un videogioco. In USA l’industria dei games fattura più di quella del cinema e della musica messe insieme.

La scuola deve lavorare per modelli cooptativi, nuova alleanza scuola/famiglia.

Valorizzare i "Sì che aiutano a crescere”! 

Uscire dall’ossimoro punitivo da preside: "sospensione con obbligo di frequenza". Quelle che funzionano oggi sono le punizioni AGGIUNTIVE, creative. Stare più vicini, lavorare sulla vergogna.

I ragazzi non hanno paura delle reazioni degli adulti, hanno paura di deludere. Il controagito adulto deve essere creativo, profilato sul ragazzo. “Il tuo fallimento non è il mio, non lo vivo come tale”.

Porre attenzione al diffondersi dell’idea del “genere fluido”, che tende a sfumare le differenze tra i sessi. Come sta agendo nel profondo la possibilità di procreare senza compiere l’atto sessuale? Focalizzarsi sulla crisi del maschio, sulla sua fragilità, al netto della giusta drammatizzazione della cronaca sul tema femminicidio.

domenica 20 maggio 2018

Matteo Lancini a Genova

Martedì 29 maggio, presso l'Auditorium della Casa dei Salesiani di Genova Quarto, l'associazione TIMIOTERA - LE COSE PIÙ IMPORTANTI, con il patrocinio gratuito del Municipio IX Levante, presenta Matteo Lancini in un incontro gratuito dal titolo

«Abbiamo bisogno di genitori autorevoli.
Aiutare gli adolescenti a diventare adulti».


Il titolo della conferenza fa riferimento all'ultima pubblicazione del notissimo psicologo e psicoterapeuta milanese, presidente della Fondazione Minotauro e dell’AGIPPsA (Associazione Gruppi Italiani di Psicoterapia Psicoanalitica dell’Adolescenza), invitato da Timiotera a parlare non solo di adolescenti, ma, soprattutto, di genitori.
Padri e madri un po'... gelatinosi, piuttosto supporter dei propri figli che educatori, smarriti e angosciati davanti alla delusione che leggono negli occhi dei propri ragazzi, incapaci di aiutarli. Un cortocircuito educativo che sempre più spesso viene rilevato da chi si occupa di adolescenti e che altrettanto spesso viene preannunciato da chi si occupa di bambini. 

Ed è questo il caso del progetto Incomincio da... 3, del quale tante volte si è parlato dalle pagine di questo blog.
Proprio dai famosi percorsi di gruppo di Incomincio da... 3 nasce Timiotera, una giovane associazione di promozione sociale che si è costituita nel nostro territorio per poter (continuare a) parlare del proprio modo di intendere e praticare la genitorialità, per confrontarsi su stili educativi diversi, sui rischi cui i nostri figli sono esposti anche a causa -purtroppo- di una generale tendenza ad assecondarne e promuoverne acriticamente ogni istinto espressivo. 
Martedì sarà anche l'occasione per conoscerla, per capire cosa si nasconde dietro un nome affascinante e misterioso, per ritrovare volti e professioni già noti, per parlare di quelle cose così... importanti, appunto, da poterle dire solo guardandosi negli occhi. 

L'ingresso alla conferenza del dottor Lancini è libero, ma, per questioni organizzative, è consigliata l'iscrizione via mail all'indirizzo segreteria@timiotera.it.

Durante l'incontro sarà possibile acquistare alcuni libri del dottor Lancini, tra cui «Abbiamo bisogno di genitori autorevoli. Aiutare gli adolescenti a diventare adulti» (Milano 2017), grazie alla collaborazione della libreria I LIMONI di Genova.

giovedì 10 maggio 2018

Andersen 2018. i vincitori

Sabato 26 maggio, a partire dalle ore 15.00, al Munizioniere di Palazzo Ducale a Genova si svolgerà la cerimonia di premiazione della 37ma edizione del PREMIO ANDERSEN, l'Oscar per i libri per ragazzi e per i loro autori (scrittori, illustratori, editori).
Alessandro Sanna

Per conoscere i vincitori di questa edizione basta sfogliare la rivista di maggio oppure collegarsi al sito della redazione.
Di seguito alcuni suggerimenti:

MIglior libro 0/6 anni


























Miglior libro 9/12 anni


























Miglior libro senza parole

martedì 1 maggio 2018

Torna il primo soccorso nelle scuole dell'Istituto Comprensivo Quinto Nervi di Genova

Anche quest’anno, il Comitato Genitori dell'Istituto Comprensivo Quinto Nervi di Genova ha organizzato per tutte le classi III delle medie Durazzo e le V elementari dei nostri plessi - da Verrazzano, Manfredi, Fermi e Gianelli - un corso di primo soccorso gratuito della durata di due ore per ogni classe. 

Il nostro scopo è quello di sensibilizzare e far capire ai più giovani che, nel momento dell’emergenza, anche il loro aiuto può essere di fondamentale importanza.
 
Con i ragazzi più grandi abbiamo parlato di BLS (“supporto di base delle funzioni vitali”) e della manovra di disostruzione (manovra di Heimlich) mostrando loro slide, filmati e facendoli provare su manichino.

Abbiamo anche spiegato come funziona un defibrillatore semiautomatico, ormai molto diffuso nei centri sportivi e in alcuni punti della città. 

Con i piccoli, non meno attenti e interessati, abbiamo usato un linguaggio più semplice e comprensibile, concentrando l’attenzione sulla chiamata al 112 (nuovo numero per le emergenze), e facendo provare anche a loro le manovre su manichino. 
Con immenso piacere abbiamo constatato che i nostri ragazzi sono sensibili all’argomento: seguono le spiegazioni, pongono domande ad hoc e capiscono ciò che vogliamo loro trasmettere. 
Come Comitato Genitori cercheremo di portare avanti il progetto continuando a collaborare con professionisti sanitari qualificati e istruttori BLS-D sperando che un giorno questo tipo di “lezione” diventi obbligatoria in tutte le scuole.


Il Comitato ha organizzato un corso BLS-D con utilizzo di defibrillatore semiautomatico, riservato agli adulti, con rilascio di attestato certificato dal 118, che si svolgerà

sabato 12 maggio 2018

Casetta della Musica - Scuola Da Verrazzano
(info e prenotazioni: 3490645257‬ o 3355932201).

Monica, Teresa, Silvia
Laura (referente per la scuola Gianelli) e Sylvia (referente per la scuola Da Verrazzano)

giovedì 5 aprile 2018

Fare il giornale nelle nostre scuole



Miniscoop ha vinto la 15a edizione del concorso «Fare il giornale nelle scuole», un concorso nazionale indetto dall'Ordine dei Giornalisti per avvicinare gli studenti al mondo dell’informazione e, cosa che davvero mi sento di evidenziare in anni così delicati per il mondo dell'editoria e dell'informazione italiana, per valorizzazione l’attività giornalistica scolastica come «strumento di maturazione di una coscienza civile».
Realizzare un giornale (e farlo funzionare nel tempo) è infatti un lavoro impegnativo, uno sforzo intellettuale collettivo che spinge a riflettere sul modo in cui le notizie vengono diffuse, verificate, selezionate, recepite... hai detto niente, insomma!

L'inimitabile zainetto azzurro di Quinto e Nervi è stato selezionato ancora una volta (12° posto per la categoria scuole "scuole elementari"), e proprio poche ore fa è stato premiato nel bellissimo teatro A. Bonci di Cesena dal sindaco Paolo Lucchi, giornalista pure lui, da Riccardo Cucchi, radiocronista sportivo di lunga fama, e da Dino Frambati, consigliere nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, che ha tenuto a congratularsi personalmente con le rappresentanze liguri.

Ed eccoli qui, i nostri meravigliosi e indomiti "inviati speciali"!
Vincendo l'emozione di dover salire sul palco e, mamma mia, parlare al microfono davanti a tante persone, hanno presentato il giornalino dell'istituto a tutto il pubblico e alla giuria, spiegando che da oramai tre anni Miniscoop pubblica 3 articoli a settimana, a firma di studenti e studentesse di età compresa tra i 3 e i 14 anni, per un totale di quasi 500 pezzi!
La classe 5A elementare Manfredi, accompagnata dalle maestre Barbara e Raffaella, ha fatto un'esperienza unica e di grande responsabilità, che sono certa non dimenticheranno. 
Oggi eravamo tutti con loro.

domenica 18 marzo 2018

Gli italiani, le italiane e gli stereotipi di genere

In occasione della Giornata Mondiale Contro la Violenza sulle Donne 2017, l'Istituto IPSOS ha realizzato per WeWorld Onlus ​​​​​​​un'indagine sulle opinioni degli italiani a proposito degli «stereotipi di genere».
La ricerca ha individuato i principali stereotipi cui la donna è soggetta intervistando un campione di 1000 persone, uomini (49%) e donne (51%) tra i 18-65 anni.

I risultati dimostrano che molti preconcetti, a partire da quelli di antidiluviana memoria legati al successo professionale e alla maternità, sono saldamente ancorati alla quotidianità dei nostri connazionali e che su questo le differenze di genere non fanno, purtroppo, differenza...
Anzi, come sostengono gli stessi relatori, sono proprio le donne italiane a rafforzarli.


  • Il 33% delle italiane afferma che tutte le donne sognano di sposarsi (gli uomini sono d'accordo al 38%).
  • Il 30% delle italiane, in totale accordo con gli uomini intervistati, afferma che la maternità è l’unica esperienza di piena autorealizzazione per una donna.
  • Il 12% delle intervistate si dichiara molto d’accordo nell’affermare che per l’uomo più che per la donna è molto importante avere successo nel lavoro.
Insomma, per farla breve, la popolazione italiana ritiene sacrosanti anche questi "valori":
  • La donna è capace di sacrificarsi per la famiglia molto più di un uomo (65%)
  • Per una donna è molto importante essere attraente (62%)
  • In presenza di figli piccoli è sempre meglio che il marito lavori e la moglie resti a casa coi bambini (36%)
  • È soprattutto l’uomo che deve mantenere la famiglia (28%)
  • Avere un’istruzione universitaria è più importante per un ragazzo che per una ragazza (17%)
  • È giusto che in casa sia l’uomo a comandare (13%)
Stando così le cose, non ci si può più davvero stupire e forse neanche indignare dell'infografica realizzata dall'ISTAT per la Giornata Internazionale della Donna 2018: 


Siamo più istruite, ma vi diamo poco peso; ci informiamo di più, ma male; impieghiamo il tempo libero in attività culturali, ma sarebbe meglio se restassimo a casa a friggere polpette.


Marco Chiesara, presidente di WeWorld Onlus, è uno dei pochi che non si fa illusioni: per combattere la violenza domestica "sommersa", cioè non dichiarata o non percepita, e quella "assistita" (cioè quella subìta dai minori che assistono, appunto, alle violenze tra le mura di casa), «ogni giorno bisogna combattere gli stereotipi là dove si pensa che non possano esistere: nella mente delle donne stesse».
Intervistato da Greta Di Maria per D.it, il periodico online di Repubblica, dichiara che, oltre agli stereotipi di genere messi in risalto dall'indagine IPSOS, sono allarmanti i dati sui comportamenti discriminatori nei confronti delle donne ritenuti "accettabili".
Riporto dall'articolo:
  • per il 19% degli intervistati è accettabile scherzare e offendere con battute a sfondo sessuale;
  • per il 17% è accettabile fare delle esplicite avances fisiche;
  • per l’8% è accettabile umiliare verbalmente una donna.
Inoltre, per il 10% degli intervistati è accettabile costringere una donna a cercare un altro lavoro, impedire ad una donna qualsiasi decisione sulla gestione dell’economia della famiglia, controllare le amicizie della donna (8%), rinchiudere una donna in casa e controllare uscite e telefonate (7%), insultare o minacciare (6%) e requisire lo stipendio a una donna (5%).
«La strada per raggiungere la vera parità di genere parte dal modo in cui le donne considerano se stesse fin da piccole» conclude Chiesara, «cambiare le mentalità è un processo molto lungo [...] la violenza si combatte con la prevenzione e la prevenzione deve passare necessariamente anche da una corretta educazione».

M. Ruggieri







lunedì 5 marzo 2018

La «mitica staffetta»


La «mitica staffetta» è un progetto didattico integrato al piano triennale (2016/2019) dell'offerta formativa dell'Ist. Comprensivo Quinto Nervi di Genova. 
Rientra in un percorso di promozione del libro e della lettura che dalla nascita del comprensivo imperversa nelle classi di Quinto Nervi con una energia davvero inesauribile. 
E' un lavoro complesso, a più livelli, dentro e fuori la scuola, che richiede tanto impegno, tanta buona volontà e per il quale c'è sempre bisogno di aiuto.
Da qui, tanto per dirne una, è nato Miniscoop ed è sempre da questo serbatoio di idee che attingono le tradizionali «mostre mercato del libro», le stesse biblioteche scolastiche, gli incontri degli studenti con scrittori, artisti e scienziati (Sara Boero, Andrea Valente, Alberto Bergamini, Anselmo Roveda, Andrea Musso, Eric Siake, Lorenzo Calza, Sabrina Gasparini, Eva Pisano, Davide Morosinotto, Stefano Andres, Franco Picetti...), i seminari per genitori e insegnanti (Giancarlo Berardi, Francesco Langella, Giorgio Matricardi, Barbara Antongiovanni, Natale Calderaro, Milena Lanzetta, Pietro Fabbri, Maria Flora Giubilei, Ass. Mabota, Massimo Recalcati...), le feste di fine anno ai giardini di Quinto. 
Tanta roba, verrebbe da dire, eppure non è abbastanza.
Gli stimoli alla lettura e alla scrittura sono inesauribili ed è importante offrirne sempre di nuovi e uno di questi è proprio la staffetta letteraria del progetto LEGGERE I MITI. EROI ED EROINE DAL PASSATO AI GIORNI NOSTRI.
Una proposta che è piaciuta ai docenti e, fantastico a dirsi, ancora di più agli studenti, e che sta iniziando a dare frutti sorprendenti.
Quando in redazione di Miniscoop è arrivato il primo contributo, quello che potete leggere oggi sul giornalino online dell'Istituto, abbiamo fatto tutte un balzo sulla sedia. 

Franco Lorenzoni, maestro elementare e scrittore notissimo a chi si occupa di scuola, ha scritto per noi l'inizio di un racconto che è stato poi concluso dalle bambine e dai bambini di molte classi dell'Istituto. A gruppi di classi parallele, i nostri ragazzi hanno creato delle bellissime storie "mitologiche", inedite, che verranno ospitate sulle pagine di Miniscoop nel corso delle prossime settimane.
L'aggettivo "bellissime" non è esagerato e ve ne renderete conto. 

Un tempo molto lontano, quando tempo non era ancora tempo, luce e buio vivevano intrecciati insieme perché ancora non si erano separati.
Nessuno poteva scorgere le ombre, allora, ma un giorno tutto cambiò…

Mariacristina Ruggieri, dalla 
>> REDAZIONE
______________________
Miniscoop 
         Giornalino dell'Istituto 
 Comprensivo Quinto Nervi
                               Genova

venerdì 2 marzo 2018

IO CORRO CONTRO...

...LA VIOLENZA SULLE DONNE


Il Centro genovese PER NON SUBIRE VIOLENZA, in collaborazione con la Società Sportiva TRIONFO LIGURE, organizza per domenica 18 Marzo una gara di solidarietà contro la violenza di genere.



lunedì 5 febbraio 2018

Si può fare!



Nuovo appuntamento con Charlas. I Martedì ai Giardini Luzzati di Genova. Martedì 6 febbraio 2018, alle ore 18, è in programma la presentazione del libro Si può fare. La scuola come ce la insegnano i bambini (ed. La Meridiana). Sarà presente l’autore Davide Tamagnini. Incontro promosso e moderato dal Movimento di Cooperazione Educativa (Genova).
Genova -Questo libro è una risposta del perché, del come e del cosa è stato fatto per arrivare ad affermare che invece si può fare. Si può facilitare il naturale sviluppo di ciascuno, si possono non usare libri, voti, compiti e schede, si può rompere quel sempiterno sodalizio che purtroppo lega l’apprendimento alla noia.
Genova -Davide Tamagnini è sociologo, maestro di scuola primaria, esperto di didattica e facilitazione.

giovedì 1 febbraio 2018

Colletta alimentare

Sabato 3 febbraio, dalle ore 9.00 alle ore 19.00, si svolgerà una colletta alimentare a favore del social market La Cambusa. Per partecipare a questa iniziativa basta recarsi presso il supermercato Ekom di via Marussig e acquistare uno dei prodotti elencati qui sotto:
La Cambusa reperisce risorse alimentari e beni di consumo “a costo zero” o a un costo minimo, utili a rispondere ai bisogni economici di nuclei familiari o singoli cittadini con problematiche socio-economiche, con presa in carico da parte dell’ATS 51 Levante. 

LA NOSTRA MISSIONE

Aiutare le famiglie in difficoltà socio-economicaCoinvolgere la comunità nel sostegnoCoinvolgere attivamente le persone che ricevono aiuto
Recuperare le eccedenze alimentari e non
Combattere lo spreco